"Portato via da un'ombra lunare..
e perso in un enigma di sabati sera", diceva Mike Oldfield.
Una delle canzoni che piu' ricorda gli anni 80, spensierati, i piu' pieni di sentimenti positivi della nostra vita, e della vita di chi in quei 10 anni, negli anni '80, si e' trovato da bambino, ad adolescente, a quasi adulto, ma mica poi tanto...
Sono stati 10 anni in cui abbiamo avuto, tanto tempo per vivere le nostre emozioni, dalle inevitabili prime cotte ai continui litigi con gli amici, seguite da riappacificazioni di fronte a una Magic cola, o a un Calippo. Gli anni '80 sono stati, forse, l'ultimo decennio in cui non serviva fare tutto di corsa, non c'erano telefonini, internet, mail..
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Sono stati qualcosa gli anni ottanta. Sul serio. Era un’epoca in cui succedevano cose nuove, mai viste prima. Era un'epoca in cui tutto era permesso e nelle hit parade musicali spopolavano personaggi soprendenti come i Righeira.
Grandi sogni nascevano grazie all’avvento della televisione commerciale che entrava nelle nostre case con trasmissioni cult del calibro di Colpo grosso e Drive In. Nascevano gli idoli del piccolo schermo che ancora oggi ci assillano anche se in maniera diversa. Qualche esempio? Ezio Greggio invece di condurre tg satirici vendeva quadri di Scrofalo; Carmen Russo non giocava alla naufraga ma all’oca giuliva; Faletti, invece di scrivere thriller e cantare a San Remo, si travestiva da poliziotto e si faceva chiamare Vito Catozzo; Jovanotti non era ancora diventato un cantante serio e saltellava su un palco con un cappellino da cerebroleso girato al contrario sulla testa; il presidente della Repubblica era uno che la gente conosceva, amava, uno sempre con la pipa in bocca che aveva fatto il partigiano e che alle partite della nazionale s'entusiasmava come tutti gli altri. L’unico presidente a cui gli italiani abbiano voluto bene per davvero. Bonolis, anziche' fare la pubblicita' per il caffe' e darsi arie da divo, passava le sue giornate a discorrere con un cane di pezza rosa a BIM BUM BAM. Mentre assistevamo piuttosto disorientati a questi teatrini facevamo merenda con Girella e bevevamo tazze di latte con l’Ovomaltina aspettando pazienti che dopo il fiume di pubblicita' che ci propinanvano trasmettessero quei cartoni animati le cui sigle con gli anni sono diventate mitiche: Mazinga, Daitarn, Ufo Robot...
coverband anni 80 galactica
Gli autori di cartoni dell’epoca avevano una predisposizione naturale a raccontare storie tragiche, godevano nel propinarti saghe malinconiche e tristi come quella di Candy Candy. Dio mio, quella ragazzina era talmente angosciante che ti faceva odiare gli istituiti, gli orfanotrofi, i ricchi e tutto il resto. Senza parlare poi di quel Remy che se ne andava tutto il tempo in giro dagli Appennini alle Ande rincorrendo la sfiga in ogni angolo del pianeta. Per fortuna c’erano anche gli autori buoni, quelli che ci consolavamo con Lupin, l’Uomo tigre, Gigi la Trottola e con i telefim americani (replicati fino alla nausea) come l’A-Team, Magnum PI, Supercar o Mc Gyver.
Le figurine Panini ci ricordavano che razza di campioni giocassero nel nostro campionato.
coverband anni 80 galactica
I nostri sogni erano raccontati al cinema dai film di Jerry Cala' e Massimo Ciavarro che se ne andavano sempre tutti al mare con la voglia di divertirsi e di, sapete cosa. Anni d’oro. Anni in cui per un bot ti pagavano il dieci per cento d’interesse! Noi ce ne andavamo in giro con la Bmx, una bici tremendamente scomoda, senza parafanghi ne' niente, con le ruote dentellate che appena pioveva raccoglieva da terra tutto il fango che c’era in giro per depositarlo sui pantaloni.
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La gente voleva sempre piu' di cio' che aveva, sognando Dallas e i cappelli da cow boy di J.R. Anche perche' gli stessi cappelli li vedevano in Hazzard dove c'erano quei due cugini con la macchina con gli sportelli saldati, tanto che molti avevano finito per credere che gli americani se ne andassero sempre in giro con quei cappelli e con gli sportelli saldati, che tutti gli ispettori di polizia fossero pelati come Kojak e incazzati come Callaghan. Sulle strade circolavano auto terribili, veri scempi ambulanti come l’Arna, la Duna o l'Alfa 90, la macchina da sbirro per antonomasia. Vetture che non avevano ne' cinture ne' abs ne' airbag che pero', anche senza punti da scalare, ci hanno traghettato fin qui. Quasi tutti almeno. Alcuni hanno avuto qualche problema con le pere, che era un’altra cosa che andava tremendamente di moda, e si sono persi per strada.
Erano anni, insomma, in cui ti rendevi conto che attorno a te stava succedendo qualcosa, c'era fermento.
La gente era diversa, profondamente diversa, tanto che riusciva a vivere senza cellulare, senza scrivere messaggini ad ogni istante, senza guidare con l'auricolare, senza essere costretta ad ascoltare in treno i discorsi aberranti del proprio vicino impegnato in intimo colloquio col dentista o con l’amante. Non c'era la pay tv, ne' la pay per view, non c'era internet e noi ragazzi non avevamo ne' la Playstation, ne' il Nintendo... Ma il commodore 64 si'! Alcuni.. i meno fortunati si subirono il debole vic-20. Io, ad esempio, trascorrevo pomeriggi piegato sul mio commodore 64 aspettando che quel maledetto nastro finisse di caricare un videogioco dal nome strano ma assolutamente mitico Ghost'n'goblins, che non era come quello della salagiochi ma quanto ci andava vicino nella mia mente. Nessuno aveva idea di cosa significassero quelle parole dato che l'inglese doveva ancora arrivare in Italia. All’epoca, pensate un po’, non era ancora una moda, ma soltanto una lingua straniera e gli italiani non dovevano far finta di saperla parlare per trovare un lavoro. Ma come potevano sopravvivere? Cosi' senza dvd, senza ipermercati, senza fotocamere digitali, senza le suonerie dei cellulari...
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Tutto un altro mondo,
molto piu' trash d'accordo,
ma non tanto male.
Un tempo che oggi ricordiamo con affetto,
quasi rimpianto e che tutto sommato riusciremo
a non scordare piu' perche' e' stato, ed e' parte della nostra storia.
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